ISSN 3103-8085 | Rivista online ad aggiornamento continuo di divulgazione giuridica, scientifica e sanitaria fondata il 04/11/2025 - Online dal 01/01/2026

Rivista fondata e curata dallo StudioBarpi.it - Dott. Alessio Barpi. La rivista è esente dagli obblighi di registrazione ai sensi dell'art. 3-bis D.L. 63/2012 (conv. L. 103/2012)

Luogo di pubblicazione: Strada Pietrafraccia, 10 int. 3 - CAP 16019 Ronco Scrivia (GE)

ISSN 3103-8085

Non Performing Loans (NPL) e Diritto Bancario: Strategie Normative per una Ripresa Economica Sostenibile

AbstractItaliano

I Non Performing Loans (NPL), o crediti deteriorati, rappresentano una criticità strutturale per la stabilità del sistema bancario italiano ed europeo. Il presente contributo analizza il perimetro definitorio degli NPL secondo i criteri della Banca d’Italia e della BCE, esaminando il quadro normativo unionale (CRR, CRD V) e gli strumenti di diritto interno, quali le GACS. Attraverso l’indagine delle “Linee Guida NPL”, si delineano le strategie di gestione attiva (Internal Workout, cartolarizzazione, cessione) necessarie per assorbire lo shock pandemico, liberare capitale di vigilanza e ripristinare un flusso creditizio vitale per l’economia reale.

Abstract – English

Non Performing Loans (NPLs) represent a structural vulnerability for the stability of the Italian and European banking systems. This paper analyzes the definitional perimeter of NPLs according to Bank of Italy and ECB criteria, examining the EU regulatory framework (CRR, CRD V) and domestic instruments such as GACS. Through the investigation of the “NPL Guidelines”, the active management strategies (Internal Workout, securitization, portfolio sales) necessary to absorb the pandemic shock, free up regulatory capital, and restore a vital credit flow to the real economy are outlined.


Sommario: §1.) Introduzione: Genesi e Rilevanza Sistemica dei Crediti Deteriorati; §2.) Tassonomia Bancaria: Definizione e Classificazione degli NPL; §3.) L’Architettura Normativa Europea e Nazionale; §4.) Impatti Macroeconomici e Conseguenze sul Bilancio Bancario; §5.) Strategie di Gestione Attiva: Dalle Linee Guida alle GACS; §6.) Conclusioni: Resilienza Bancaria e Ripresa Sostenibile.


§1.) Introduzione: Genesi e Rilevanza Sistemica dei Crediti Deteriorati

I Non Performing Loans (NPL), definiti nella prassi nazionale come “crediti deteriorati”, costituiscono storicamente una delle vulnerabilità più insidiose per il comparto bancario europeo e, in misura preminente, per quello italiano[1], il quale ha lungamente registrato un’incidenza percentuale di tali crediti nettamente superiore alla media dell’Eurozona. La genesi di questo accumulo patologico affonda le proprie radici nella profonda crisi finanziaria del 2008 e nella successiva crisi del debito sovrano, eventi che hanno innescato un deterioramento progressivo e sistemico della qualità del credito. Tale scenario di fragilità pregressa è stato ulteriormente esacerbato dallo shock macroeconomico asimmetrico causato dalla pandemia da COVID-19, che ha generato una contrazione economica senza precedenti, colpendo con particolare violenza settori nevralgici quali il turismo, la ristorazione e il commercio al dettaglio.

In questo contesto di grave incertezza, la gestione rigorosa degli NPL ha trasceso la mera dimensione contabile per assurgere a priorità assoluta di politica macroprudenziale. Un volume eccessivo di crediti inesigibili nei bilanci degli istituti di credito paralizza il meccanismo di trasmissione della politica monetaria, erodendo la fiducia degli investitori istituzionali e, soprattutto, drenando risorse vitali che dovrebbero essere destinate all’erogazione di nuova finanza. La bonifica dei bilanci bancari attraverso la gestione degli NPL si configura, pertanto, non solo come un obbligo di compliance imposto dalle autorità di vigilanza, ma come una precondizione ineludibile per sostenere la ripresa economica, garantendo un flusso di credito adeguato e continuo verso il tessuto produttivo, in particolare verso le piccole e medie imprese, e le famiglie.

§2.) Tassonomia Bancaria: Definizione e Classificazione degli NPL

Sotto il profilo tecnico-giuridico, i crediti deteriorati[2] identificano quelle specifiche esposizioni creditizie per le quali il debitore non è in grado di adempiere alle proprie obbligazioni di rimborso secondo le tempistiche e le condizioni originariamente pattuite nel contratto di finanziamento. Al fine di uniformare i criteri di valutazione e garantire la comparabilità dei bilanci a livello europeo, la Banca Centrale Europea (BCE), in sinergia con la Banca d’Italia, ha elaborato una rigorosa tassonomia che declina gli NPL in tre macro-categorie, graduate in base al livello di rischio e alla probabilità di recupero[3]:

  1. Sofferenze: Costituiscono il gradino più basso della qualità creditizia, rappresentando l’esposizione verso soggetti debitori che versano in uno stato di insolvenza, ancorché non giudizialmente accertata, o in situazioni di deficit patrimoniale e finanziario di gravità tale da rendere l’ipotesi di un recupero integrale del credito meramente aleatoria se non del tutto improbabile. Data l’elevata rischiosità intrinseca, questa categoria impone agli istituti bancari la rilevazione di ingenti rettifiche di valore (accantonamenti) a copertura delle perdite attese.
  2. Inadempienze probabili (Unlikely to Pay – UTP): Questa classificazione funge da “zona grigia” tra le posizioni in bonis e le sofferenze conclamate. Vi rientrano i crediti per i quali l’istituto bancario formula un giudizio prognostico negativo circa il completo soddisfacimento dell’obbligazione (in quota capitale e/o interessi) in assenza del ricorso ad azioni di escussione delle garanzie, ristrutturazioni del debito o procedure esecutive.
  3. Esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate: Comprendono le posizioni creditizie che presentano un ritardo nei pagamenti (o uno sconfinamento rispetto ai limiti di fido accordati) continuativo per un periodo superiore ai 90 giorni. Benché vi sia un’oggettiva anomalia nell’andamento del rapporto, il debitore non versa ancora in uno stato di insolvenza formale o di impossibilità strutturale ad adempiere, rendendo tale asset class relativamente meno rischiosa e con maggiori margini di regolarizzazione spontanea rispetto alle sofferenze.

L’esatta sussunzione di un’esposizione all’interno di tali categorie è un passaggio critico, in quanto determina in via diretta e proporzionale l’ammontare degli accantonamenti prudenziali che la banca è tenuta a iscrivere a conto economico, con conseguenti ricadute sull’assorbimento patrimoniale e sulla capacità residua di generare nuovo credito.

§3.) L’Architettura Normativa Europea e Nazionale

Per arginare i rischi sistemici derivanti dal deterioramento degli attivi bancari, l’Unione Europea ha progressivamente edificato un impianto normativo e regolamentare di estremo rigore. I pilastri di tale architettura sono:

  1. Regolamento (UE) n. 575/2013 (Capital Requirements Regulation – CRR)[4]: Impone vincoli stringenti sui requisiti patrimoniali, obbligando gli istituti a detenere un livello di capitale di qualità primaria adeguato a fronteggiare i rischi connessi alle esposizioni deteriorate, mitigando così il pericolo di default dell’intermediario.
  2. Direttiva (UE) 2019/879 (Capital Requirements Directive V – CRD V)[5]: Rafforza i presidi di governance interna, prescrivendo metodologie avanzate per la misurazione, la gestione del rischio e il monitoraggio continuo delle posizioni anomale.
  3. Regolamento (UE) 2019/630 (Calendar Provisioning)[6]: Costituisce uno snodo cruciale poiché introduce una rigida tempistica (c.d. calendar provisioning) per la copertura dei nuovi NPL. La norma statuisce l’obbligo di svalutazione integrale dei crediti deteriorati non garantiti entro un orizzonte temporale di tre anni, termine che si estende a sette anni per le posizioni assistite da garanzie. L’obiettivo palese è sterilizzare il fenomeno del wait and see, costringendo le banche a una emersione tempestiva e a una copertura immediata delle perdite latenti.

Nel panorama domestico italiano, un intervento legislativo di importanza capitale è stato varato nel 2016 con l’introduzione delle GACS (Garanzie sulla Cartolarizzazione delle Sofferenze). Questo strumento di ingegneria finanziaria, avallato dalle istituzioni europee, ha permesso allo Stato di concedere una garanzia pubblica sulle tranche senior (quelle meno rischiose) delle operazioni di cartolarizzazione aventi ad oggetto crediti in sofferenza. Tale meccanismo ha fornito un impulso decisivo alla creazione di un mercato secondario degli NPL, agevolando il decongestionamento dei bilanci bancari, riducendo l’esposizione al rischio e rendendo economicamente sostenibile la cessione di ingenti stock di crediti deteriorati a veicoli specializzati[7].

§4.) Impatti Macroeconomici e Conseguenze sul Bilancio Bancario

La permanenza di alti volumi di NPL nei portafogli bancari genera esternalità negative che trascendono la singola istituzione, propagandosi all’intera architettura macroeconomica. I principali effetti distorsivi si manifestano in tre ambiti[8]:

  1. Contrazione dell’Offerta di Credito (Credit Crunch): Le stringenti regole di vigilanza impongono che a ogni credito deteriorato corrisponda un proporzionale assorbimento di patrimonio di base attraverso gli accantonamenti. Questo drenaggio di capitale regolamentare riduce meccanicamente la liquidità e i ratios patrimoniali disponibili per l’erogazione di nuovi impieghi, innescando un circolo vizioso che priva le imprese sane delle risorse necessarie per investimenti e sviluppo.
  2. Innalzamento del Costo della Raccolta (Funding Costs): Un bilancio gravato da NPL segnala ai mercati finanziari un profilo di rischio elevato dell’intermediario. Gli investitori e i creditori istituzionali, per compensare tale rischio percepito, pretendono rendimenti maggiori per sottoscrivere obbligazioni bancarie o fornire liquidità, incrementando il costo complessivo della raccolta fondi per l’istituto.
  3. Erosione della Redditività Operativa: Oltre al peso figurativo degli accantonamenti, la gestione patologica del credito comporta elevati costi vivi. Le spese per il recupero stragiudiziale, le lungaggini delle procedure esecutive e concorsuali, le spese legali e amministrative assorbono risorse umane e finanziarie, deprimendo i margini di intermediazione e il Return on Equity (ROE), specialmente in scenari storici caratterizzati da tassi di interesse contenuti.

§5.) Strategie di Gestione Attiva: Dalle Linee Guida alle GACS

Per fronteggiare organicamente il fenomeno, la Banca d’Italia ha recepito le indicazioni della BCE pubblicando le “Linee Guida NPL per le LSI” (Less Significant Institutions), imponendo alle banche l’adozione di strategie integrate e proattive per la massimizzazione dei tassi di recupero e la progressiva riduzione (c.d. derisking) dei crediti ammalorati[9]. Le principali leve strategiche a disposizione del management bancario comprendono:

  1. Gestione Interna (Internal Workout): Prediletta per i crediti dove sussiste ancora un margine di collaborazione con il debitore (es. UTP), si esplica attraverso negoziazioni bilaterali dirette, accordi di ristrutturazione del debito e misure di forbearance (concessioni o tolleranze). L’Autorità di Vigilanza pretende che tale approccio non sia estemporaneo, ma codificato in piani operativi dettagliati (con orizzonti di 1 anno e 3-5 anni) contenenti target quantitativi rigorosi di abbattimento dello stock.
  2. Esternalizzazione (Outsourcing): Per istituti privi di economie di scala o competenze legali specialistiche, le Linee Guida autorizzano l’affidamento dei mandati di recupero a servicer o intermediari esterni specializzati. L’esternalizzazione deve tuttavia soggiacere a severi processi di selezione (due diligence sulle controparti) e a un monitoraggio continuo delle performance (SLA), permanendo in capo alla banca la responsabilità ultima.
  3. Cessione Diretta e Cartolarizzazione: Costituiscono le opzioni strutturali per il de-risking radicale. La cartolarizzazione (ex L. 130/1999), massicciamente incentivata dalle citate GACS, consente di spacchettare e cedere il rischio al mercato dei capitali. La cessione in blocco (pro-soluto) di portafogli NPL a fondi speculativi, sebbene comporti l’immediata emersione di perdite da cessione, viene raccomandata previa accurata analisi quantitativa (valutazione dei flussi di cassa attualizzati rispetto ai costi di mantenimento a bilancio), in quanto elimina definitivamente il rischio e l’assorbimento patrimoniale.

Qualsiasi strategia adottata deve essere formalmente integrata nel piano industriale, nei processi di budgeting, nelle politiche di remunerazione del top management e nei sistemi di controllo interno dell’istituto.

§6.) Conclusioni: Resilienza Bancaria e Ripresa Sostenibile

La gestione risolutiva dei Non Performing Loans trascende la dimensione meramente contabile per assurgere a perno strategico essenziale per la stabilità e la resilienza del sistema finanziario. Come chiarito dai documenti di Vigilanza, smaltire il fardello ereditato dalle crisi passate e gestire prontamente i deterioramenti post-pandemici[10] è un imperativo categorico per consentire alle banche di tornare a svolgere la loro funzione istituzionale: supportare l’economia reale.

L’impiego sinergico di strumenti legislativi innovativi, come le GACS, e l’adozione di prassi gestionali rigorose dettate dalle Linee Guida NPL, hanno tracciato un percorso virtuoso verso la bonifica dei bilanci. Tuttavia, l’evoluzione delle dinamiche macroeconomiche richiede agli istituti di mantenere un approccio adattivo, combinando sapientemente workout interno, esternalizzazione e cessioni sul mercato secondario. Solo attraverso un risk management proattivo, unito a una compliance rigorosa verso le direttive della BCE e della Banca d’Italia, sarà possibile consolidare la fiducia degli investitori e garantire una ripresa economica strutturale e sostenibile nel lungo periodo.


[1] Peter Cincinelli, Domenico Piatti, Non Performing Loans, Moral Hazard & Supervisory Authority: The Italian Banking System, in “Journal of Financial Management, Markets and Institutions, Rivista semestrale on line” 1/2017, pp. 5-34, doi: 10.12831/87058; CARPINELLI, Luisa, et al. La Gestione Dei Crediti Deteriorati: Un’Indagine Presso Le Maggiori Banche (The Management of Non-Performing Loans: A Survey Among the Main Italian Banks). Bank of Italy Occasional Paper, 2016, 311.

[2] Genovese, F. (2016). I Non Performing Loans: novità normative e principali implicazioni. Tesi di laurea magistrale, Università di Pisa, Dipartimento di Economia e Management, Corso di studi in Banca, Finanza Aziendale e Mercati Finanziari, relatore Prof.ssa Ferretti, Paola. Disponibile presso l’Archivio digitale delle tesi dell’Università di Pisa in https://etd.adm.unipi.it/t/etd-05252016-160304/; https://www.bankingsupervision.europa.eu/ecb/pub/pdf/guidance_on_npl.it.pdf

[3] https://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/non-performing-loans137.htm & https://www.bancaditalia.it/media/approfondimenti/2017/npl/index.html

[4] Regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013 , relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 Testo rilevante ai fini del SEE. GU L 176 del 27.6.2013, p. 1–337 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV). Questo documento è stato pubblicato in edizioni speciali (HR) – Legal status of the documentIn force: This act has been changed. Current consolidated version: 09/07/2024. ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2013/575/oj; https://eur-lex.europa.eu/IT/legal-content/summary/prudential-requirements-for-credit-institutions-and-investment-firms.html

[5] Direttiva (UE) 2019/879 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2019, che modifica la direttiva 2014/59/UE per quanto riguarda la capacità di assorbimento di perdite e di ricapitalizzazione degli enti creditizi e delle imprese di investimento e la direttiva 98/26/CE, PE/48/2019/REV/1. GU L 150 del 7.6.2019, p. 296–344 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV). Legal status of the documentIn force: This act has been changed. Current consolidated version: 07/06/2019, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2019/879/oj

[6] Regolamento (UE) 2019/630 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, che modifica il regolamento (UE) n. 575/2013 per quanto riguarda la copertura minima delle perdite sulle esposizioni deteriorate (Testo rilevante ai fini del SEE.) PE/2/2019/REV/1. GU L 111 del 25.4.2019, pagg. 4–12 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, GA, HR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV). Stato giuridico del documentoIn vigore: Questo atto è stato modificato. Versione consolidata attuale: 25/04/2019. ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2019/630/oj

[7] Vedasi: https://www.mef.gov.it/focus/sistema_bancario/La-Garanzia-sulla-Cartolarizzazione-delle-Sofferenze-GACS/ e https://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/comunicati/2016/Definito-lo-strumento-per-facilitare-lo-smaltimento-delle-sofferenze-bancarie-00001/

[8] Per l’intero paragrafo: I crediti deteriorati (Non-Performing Loans – NPLs) del sistema bancario italiano in https://www.bancaditalia.it/media/approfondimenti/2017/npl/index.html; Relazione annuale sul 2023 in https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relazione-annuale/2023/index.html; Rapporto sulla stabilità finanziaria in https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/rapporto-stabilita/; Mercato delle transazioni Npl e industria del credito deteriorato – scenario 2023 – 2025 in https://www.bancaifis.it/app/uploads/sites/2/2023/09/MW_NPL_Set23_ITA_MASTER_20230922.pdf; I Non Performing Loan in Italia: contesto di riferimento e confronto europeo in https://assets.kpmg.com/content/dam/kpmg/it/pdf/2018/07/I-Non-Performing-Loan-in-Italia-2018.pdf; Non Performing Loans (NPL) – Come funzionano e quanto pesano sul sistema finanziario i crediti deteriorati delle banche in https://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/non-performing-loans137.htm; L’analisi dei prestiti deteriorati condotta dalla Banca d’Italia: principali caratteristiche e risultati in https://www.bancaditalia.it/media/approfondimenti/2013/analisi-prestiti-deteriorati/index.html; I crediti deteriorati: mercato, regole e rafforzamento del sistema in https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/interventi-vari/int-var-2018/Angelini-09102018.pdf; MONTANARO, ELISABETTA, et al. Vulnerabilità del sistema bancario italiano. Diagnosi e rimedi. Moneta e Credito, 2017, 70.280: 299-368; SARTORI, Filippo, et al. Sul “diritto della gestione degli attivi problematici (Non Performing Loans)”: linee dell’evoluzione normativa. Rivista di diritto bancario, 2018, 2018: 1-11; GIORDANO, Luca; LOPES, Antonio. Dimensione, localizzazione ed assetto giuridico nell’analisi dell’efficienza del sistema bancario italiano. Quaderno n 07/2008, 2008

[9] Linee Guida per le banche Less Significant italiane in materia di gestione di crediti deteriorati in https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/normativa/orientamenti-vigilanza/Linee-Guida-NPL-LSI.pdf

[10] Università Bocconi, Rischio valanga di Brunella Bruno del 02.12.2021- Ricercatore presso il Dipartimento di finanza disponibile su: https://www.unibocconi.it/it/news/rischio-valanga

Dott. Alessio Barpi

Dottore in Giurisprudenza (LMG/01) e in Servizi Legali all'Impresa e alla Pubblica Amministrazione (S.L.I.P.A., L-14). Fondatore e responsabile del progetto editoriale DirittoinCorsia.it, rivista online dedicata all'approfondimento dei temi del diritto, della sanità e dell'intelligenza artificiale. Attualmente iscritto al corso di laurea in Ingegneria Biomedica (L-8 R)

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